
Bologna, 15 Luglio 2026
Sul quotidiano “Il Resto del Carlino” del giorno 12 luglio 2026 è stato pubblicato un articolo dal titolo “La protesta dei cacciatori ‘Non si riducano le aree protette’ “ a firma Claudio Bolognesi.
Vi si leggono alcune imprecisioni che l’A.T.C. BO2 intende evidenziare ai fini della opportuna chiarezza poiché da esse il lettore potrebbe derivarne equivoci e fraintendimenti.
Va sottolineato, anzitutto, che l’A.T.C. non è identificabile con la Regione, trattandosi di enti con funzioni e competenze diversificate, stabilite dalla normativa statale e regionale, e che le aree di rispetto (A.D.R.) non sono affatto assimilabili alle zone protette, nelle quali l’esercizio venatorio è proibito.
In queste ultime – oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura, centri pubblici per la riproduzione di specie autoctone di fauna selvatica, zone di rifugio – la caccia è vietata in modo assoluto.
Nelle aree di rispetto previste dall’art. 22 bis della legge regionale n. 8/1994 dell’Emilia-Romagna la caccia – invece – non è proibita ma può essere vietata ad una o più specie di fauna selvatica oppure consentita con modalità più restrittive rispetto al restante territorio dell’A.T.C..
Pertanto è errato assimilare le aree di rispetto alle aree protette.
Inoltre: è la legge regionale – e non l’A.T.C. – a stabilire il limite del 10% della superficie che può essere destinato ad aree di rispetto.
Le zone di protezione, invece, possono essere istituite dalla Regione , ai termini dell’art. 10 della legge statale n.157/92, per una quota dal 20 al 30% del territorio regionale.
Detto questo, la polemica sollevata nei confronti dell’A.T.C. BO2 nell’articolo in questione appare priva di fondamento.
Infatti, con l’allineamento territoriale delle A.D.R. non viene in alcun modo ridotto il livello di tutela della fauna selvatica nelle zone di protezione.
Voler accomunare queste ultime alle aree di rispetto è un’evidente forzatura, operazione non aderente al complesso delle regole che disciplinano il settore.
Ciò precisato, A.T.C. BO2 proseguirà – come ha sempre fatto per quanto di sua competenza – a dare corretta applicazione alla normativa statale e regionale per le finalità da queste disposte a tutela della fauna selvatica, dell’ambiente e per l’esercizio dell’attività venatoria
Il Presidente dell’A.T.C. BO2
Enrico Dini